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Bloody Mary, tra storia e leggenda

Dicembre 19, 2019

C’era una volta una ragazzina di nome Mary, figlia del medico di un villaggio, che si ammalò di tifo. Si narra che il padre, per scongiurare il rischio di un’epidemia la seppellì ancora viva in giardino. Il giorno dopo, la madre scoperchiando il sepolcro trovò la giovane senza vita con gli occhi sbarrati e il terrore ancora impresso nelle pupille. Da allora aleggia la sua maledizione e la leggenda vuole che chi pronuncia il suo nome per tre volte davanti lo specchio rischia di ritrovarsi faccia a faccia con lo spirito rabbioso della giovane Mary. 

 

Chissà se chi ha inventato il cocktail Bloody Mary avesse davvero in mente questa spaventosa storia, oppure, come viene anche sostenuto, si sia più ispirato alla regina Maria I d’Inghilterra, detta la sanguinaria. 

 

Quello che sappiamo è che a dar vita al drink è stato il famoso barman francese Fernard Petiot emigrato negli States, completando e arricchendo una ricetta che esisteva già alla fine degli anni ‘30. 

 

Lo stesso Petiot, in un’intervista del 1964 dichiara che l’idea di mescolare gli ingredienti (vodka e succo di pomodoro) alla base del drink che conosciamo oggi è stata dell’attore George Jessel. L’intuizione di Petiot fu quella di speziare il drink, donandogli quel mix che lo rende riconoscibile: 

 

Io copro il fondo dello shaker con quattro grosse prese di sale, due di pepe nero, due di pepe di Caienna e uno strato di salsa Worcestershire; aggiungo una spruzzata di succo di limone e del ghiaccio tritato, verso due once di vodka e due di spesso succo di pomodoro, scuoto, filtro e verso”. 

 

L’uso di decorarlo con del sedano nacque invece nel 1960, quando durante un party all’Ambassador East Hotel di Chicago, un ospite utilizzò una gamba di sedano per mescolare il cocktail appena servitogli.

 

Se ti è venuta voglia di assaggiare l’autentico Bloody Mary, da Niky’s lo prepariamo nella sua versione più classica, con: 

– succo di pomodoro 

– vodka  

– succo di limone 

– salsa Worcester 

– tabasco 

– sale e pepe

 

Lo serviamo in un tumbler alto,  adagiato sul ghiaccio, con l’immancabile gambino di sedano che sbuca dal bicchiere.